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8 marzo… eccoci al II° degli appuntamenti del 2008 con il ciclo dedicato alle amplificazioni. “Lotta di classe” Questa serata è dedicata alle amplificazioni a valvole ed ha visto i seguenti brani oggetto dell'ascolto:
......ed a farli suonare c'erano ... a casa di Manuel per la seconda tappa della “Lotta di classe”.... i 15 W del “piccolo” Antiqua, dello Studio Progettazione Audio di Luciano Cavenaghi i 100 W del monumentale Audio Research D 115 i 25 W del Conrad Johnson MV 60 (triode mode) i 60 W dei monofonici Jadis JA 80..... Con questo impianto
-Meccanica: Oracle CD2000
-cavo digitale: Virtual Dynamics NITE 2 (XLR)
-DAC: CHORD DAC 64 II
-cavo segnale: Virtual Dynamics NITE PLATINUM (rca)
-Pre: EDGE G2 (utilizzato nella prova con alimentazione
a batteria)
-cavo segnale: Virtual Dynamics NITE PLATINUM (rca)
-cavo potenza: Virtual Dynamics NITE 2
-Diffusori: YAMAHA NS2000
-cavi di alimentazione: SUONO Vis II e XINDAX
PC-02 (sulla meccanica)
____________________________________________________________________________________________ Stefano ci ha detto che... "....Innanzitutto voglio cominciare con un ringraziamento per lo splendido pomeriggio, svoltosi in un ambiente accogliente, in un’atmosfera informale ed ottimamente organizzato. Ha costituito per me, quasi neofita, un’occasione di crescita grazie alla possibilità di ascoltare e confrontare direttamente amplificazioni di altissimo livello in locali “domestici”, non trattati acusticamente. Non ho le capacità, e nemmeno la presunzione, per scrivere una recensione, e mi limito a trascrivere “di getto” alcuni brevi sensazioni, assolutamente soggettive, sulle amplificazioni che mi hanno colpito di più: - Conrad Jonson MV60 - Jadis
Conrad Jonson MV60: mi sono piaciute soprattutto le tonalità alte, il suono aperto, denso, evidenziato soprattutto dal brano di sole voci (sorry non mi ricordo la title track) che, a mio parere conferiva alla scena un’atmosfera live. Qualche incertezza, sempre che di “incertezza” si possa parlare a tali livelli, nelle tonalità basse, riscontrata nel brano in cui dominavano le percussioni (sorry anche di questo non ricordo la title track). Nel complesso lo reputo, comunque, tra le quattro amplificazioni in prova il più piacevole da ascoltare (anche perché, probabilmente, si avvicina al mio modo di ascoltare la musica) con un suono “caldo”, senza perdere in dettaglio.
Jadis: a mio avviso il più “equilibrato” nell’insieme, ma non dimentichiamo che “giocava in casa” (…. in tutti i sensi: diffusori abituali, cavi abituali, ambiente conosciuto). Veloce e dinamico; in particolare la differenza rispetto al Conrad mi è sembrata, evidente, nel brano con le percussioni di cui sopra, ove i diffusori “volavano”. Meno “caldo” del Conrad, ma forse più convincente per neutralità e veridicità nell’insieme dei brani ascoltati.
In conclusione la considero una bella esperienza, a dimostrazione che la musica – anche quella come quella ascoltata in questa occasione, molto distante dai generi che prediligo e che sono solito ascoltare – prodotta da sistemi di alto livello, genera feeling, coinvolgimento e passione. Senza dubbio un’esperienza da ripetere e, se mi è permesso un suggerimento, magari conoscendo prima la “scaletta” dei brani che si andranno ad ascoltare, dando così, eventualmente, la possibilità di “testarli” con i propri impianti prima dell’evento..." ____________________________________________________________________________________________ Giovanni M. ci ha detto che... ".....Prima di tutto ringrazio Manuel per la squisita ospitalità, poi parto a raccontare velocemente le mie impressioni sugli ampli ascoltati ieri, purtroppo ho dimenticato le schede con i nomi, ma sicuramente chi c'era mi capirà ugualmente.
Partiamo dal piccolo italiano da 23 watt:a
mio parere il più aggressivo ed affaticante di tutto il lotto, forse con
le Yamaha doveva dare tutto ciò che aveva e anche di più, ma a parte una
buona trasparenza mi sembrava un'aquila urlante, non mi è piaciuto
assolutamente, chi mi conosce sa che odio i prodotti squillanti e troppo
presenti in gamma media/medioalta : bocciato senza appello!
Il CJ messo in configurazione a triodo era
l'esatto opposto dell'ampli precedente, il basso era molle, il suono era
confuso, poco trasparente, forse nella configurazione ultralineare
sarebbe stato un pò meno melenso, ma come si poneva ieri era sì molto
più gradevole e rilassante del primo ampli, ma il tutto si trasformava
in qualcosa di davvero troppo zuccherino, appiccicoso direi: rimandato
con tre materie, da risentire in un'altra configurazione (a proposito
l'alimentazione era in fase giusta?):
Passiamo agli Jadis di manuel, un altro
pianeta a confronto dei precedenti, gradevoli, non molli nè tantomeno
aggressivi, sicuramente potrebbero dare ancora di più con un cavo di
alimentazione più performante e valvole di maggior pregio (che
sicuramente meriterebbero): promossi con buoni voti.
Alla fine l'Audio Res che devo dire mi ha
piacevolmente impressionato per l'ottima dinamica e velocità, per la
correttezza dell'immagine e che farei fatica ad accantonare se dovessi
confrontarlo con gli Jadis , entrambi mi sono piaciuti e a parte la
spinta prediligo i finali francesi seppur di poco; anche questi non
strillavano ma si facevano notare per l'autorevolezza con cui muovevano
i difficili woofer delle Yamaha:promossi anche loro a pieni voti.
Promosso anche il nostro
cerimoniere/speaker, che con tanta pazienza e passione ha scelto i brani
del confronto;s tendiamo un velo pietoso sul valletto che non azzeccava
quasi mai i 4 secondi di anticipo per lo stop della bellissima meccanica
Oracle che lavorava con il dac Chord (che ha questi 4 secondi di
"ritardo")....LIVIO SCHERZO NON TI OFFENDERE !!!!.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e
sintetico visto che non amo scrivere i romanzi e preferisco andare al
dunque, comunque un simpatico ed utile pomeriggio audiofilo,alla
prossima!
Ciao..."
____________________________________________________________________________________________ Corrado ci ha detto che... "....un breve resoconto dell'appuntamento "Tube or not tube" di sabato scorso, ed una doverosa premessa sul mio modo di ascoltare: il parametro più importante nella riproduzione audio, PER ME, è la dinamica, ad un concerto quello che risalta agli orecchi è indubbiamente l’intervallo dinamico tra il suono più flebile ed il più “minaccioso” dei pieni orchestrali. Sono molto meno critico invece riguardo la cosiddetta “immagine sonora”, che dal vivo non esiste, o meglio, è diversissima rispetto a quanto riproposto da taluni sedicenti impianti ad alta fedeltà che ripropongono un evento ricostruito in modo addirittura chirurgico ma palesemente falso, ed altrettanto per la timbrica, legata a doppio filo all’acustica del luogo dove avviene la registrazione ed addirittura, dal vivo, alla posizione da dove si ascolta: provate a seguire un concerto dalla quinta fila in platea oppure dalla galleria e ditemi se il suono che sentite è il medesimo, senza contare che uno stesso strumento in due concerti anche con lo stesso programma non suonerà MAI nello stesso modo. Antiqua: una piacevole sorpresa (fino ad un certo punto sorpresa...) per un progetto atipico basato su una sezione finale che vedeva impiegata una KT90 in single ended: molto piacevoli e veritiere le voci con un'ottima capacità di seguire le modulazioni dell'emissione (microdinamica) ed una notevole capacità di coinvolgere l'ascoltatore, andava però in crisi quando veniva richiesta potenza sulle note più basse del contrabbasso (trasformatore d'uscita?). Insomma, fin dove riusciva ad arrivare è stato decisamente buono, occorre attenzione nell'abbinamento coi diffusori in quanto, a mio parere, è opportuno non scendere sotto i 93-95 db di efficienza (e di roba buona ce n'è, da Tannoy a Klipsch c'è solo l'imbarazzo della scelta). Conrad Johnson: l'MV60 ha palesata una riproduzione decisamente virata su tinte ambrate, a volte anche troppo: nel confronto col primo ampli riusciva ad essere più universale riuscendo a riprodurre con sufficiente potenza anche i generi nei quali il progetto di Cavenaghi andava in crisi ma la qualità e la trasparenza dell'Antiqua si son fatti preferire al mio gusto. Jadis: altra potenza rispetto ai primi due: i 60 watt canale del quartetto di KT88 si fanno sentire e le Yamaha vengono condotte per mano con piglio deciso unitamente ad una più che buona raffinatezza. Le voci sono perfettamente intellegibili, contrabbasso ben scandito e percussivo, l’accoppiata finale-casse va benissimo a tempo e quando si vuole dare un po’ di gas non si ha la sensazione di perder qualcosa per strada; insomma, per i miei gusti l’abbinamento migliore è questo, potente e raffinato al tempo stesso. Audio Research: si intuisce che la birra c’è ed in abbodanza, i due quartetti di 6550 spingono che è una bellezza ma... non lo fanno in scioltezza; Livio dice che l’apparecchio non è stato utilizzato per un bel po’ di tempo, tant’è vero che per la “prima accensione” era a disposizione un variac per evitare ogni problema in fase di riscaldamento, anche se poi non si è rivelato necessario. La sensazione è quella di aver davanti una macchina con notevoli potenzialità che almeno parzialmente restano sulla carta, imbrigliate dall’inattività precedente: sicuramente con l’utilizzo ed il progressivo sciogliersi delle valvole e di tutti gli altri componenti i risultati sarebbero diversi e quindi sarebbe da risentire in altre e più favorevoli condizioni. Una classifica assolutamente personale è questa: al primo posto Jadis, a seguire Antiqua, Audio Research e Conrad Johnson; tutto questo ovviamente all’interno del set-up specifico, con altri diffusori i risultati sarebbero probabilmente diversi. Una nota a parte meritano i cavi di alimentazione speciali provati rapidamente durante i vari confronti: sulle voci mi han data la sensazione di migliorare il risultato sonoro, a fronte di una riproduzione del piano più artificiosa; ripeto, è stata una mia sensazione ma nelle orecchie avevo ancora la performance della Argerich della sera prima ed il riferimento con la musica dal vivo era quindi ancora molto vivo, non credo di sbagliarmi... A presto quindi, magari già col prossimo appuntamento con la classe D, ed un grazie a tutti (in primis al padrone di casa) per il bel pomeriggio passato insieme...." ____________________________________________________________________________________________ Guido ci ha detto che... ".....Non uso normalmente i tipici parametri audiofili, ma descrivero' quello che il mio orecchio ha percepito e che mi e' rimasto impresso dopo una bella notte di sonno. -Conrad Johnson: velato e con un bel po' di distorsioni tipicamente valvolari. Sintetizza le ragioni per cui non mi piacciono le valvole. Bassi un po' goffi. -Audio Research: Della serie vorrei ma non ci riesco. Gli mancava qualche watt e il peso degli anni nel progetto sicuramente si e' fatto sentire. Gli acuti erano un po' striduli. Tuttavia il rapporto qualita'/prezzo nell'usato e' eccellente, specie con diffusori piu' sensibili e facili da pilotare. -Jadis: Una spanna sopra tutto il resto. Bellissime voci, transienti lunghi, suono caldo ma non troppo. Sintetizza i pregi e ritiene pochi dei difetti dei valvolari. Mi sarebbe piaciuto provare qualcosa con le 845 in confronto. Ottima anche la sinergia con le Yanaha. Potresti provare a giocare coi cavi di alimentazione, ma gia' cosi' l'impianto e' messo molto, molto bene. Pre CJ: Colorato ma molto, molto piacevole. Infinitamente meglio del finale. Non ha sfigurato in confronto all'Edge. Una scoperta interessante. Non so su che livelli di prezzo siamo, ma se costa poco e' davvero un'apparecchio interessante. Direi che per questa volta e' tutto. ____________________________________________________________________________________________ Leo ci ha detto che... "...Anche questo secondo minievento, dedicato all’ascolto di amplificazioni valvolari, si è svolto in un ambiente domestico, quindi non trattato acusticamente, come dovrebbero essere tutti gli ascolti che si rispettino. Poche ma sentite parole di ringraziamento per l’accoglienza del padrone di casa che ha fatto di tutto per metterci a nostro agio ed ascoltare autentiche meraviglie nel migliore dei modi. La sorgente Oracle, la sezione pre Edge e le datate seppur ancora valide Yamaha 2000 hanno svolto egregiamente il compito di pilotaggio e restituzione sonora del messaggio audio fornito dai finali. L’ascolto è avvenuto con un set di medesimi brani, molto differenti l’uno dall’altro, per ciascun amplificatore permettendo di coglierne le differenze soniche. Oltre ai mostri sacri il francese JADIS JA 80,gli statunitensi CONRAD JOHNSON MV60 e AUDIO RESEARCH D115, era presente un integrato italiano, l’ANTIQUA dello Studio Progettazione Audio di Opera nei pressi di Milano,del quale si è utilizzata la sola sezione finale per un ascolto ‘alla pari’ degli altri, che si è difeso egregiamente coi suoi 15+15watt. A mio giudizio i due finali monofonici JADIS hanno fornito la performance più piacevole, niente eccessi, musicalità alta, spunto dosato, dettaglio preciso e fatica di ascolto nulla anche ad alto volume. L’AUDIO RESEARCH, uno dei modelli riconosciuti come tra i meglio riusciti, ha fornito ugualmente un ascolto molto buono, con i parametri perfetti, unico quasi impercettibile se lo possiamo chiamare difetto una grinta forse eccessiva. La sorpresa è stata data dall’italiano ANTIQUA che ha nel dettaglio della riproduzione della voce e nella fluidità nei passaggi sonori ha i suoi 2 punti di forza; certo da un 15w+15w non si può pretendere di domare le ‘voraci’ e grosse Yamaha ma per un ascolto non esagerato va più che bene. CONRAD JOHNSON: anche per questo una prova dignitosa, forse a mio parere un po’ lento e gonfio in gamma bassa ed alquanto affetto da una certa vetrosità. Al prossimo minievento con l’ascolto di amplificazioni digitali!..." ____________________________________________________________________________________________ Nino ci ha detto che... "...Ci troviamo a casa di Manuel per la seconda tappa della “Lotta di classe”, dedicata agli ampli valvolari. I contendenti vanno dai 15 W del “piccolo” Antiqua, dello Studio Progettazione Audio di Luciano Cavenaghi, ai 115 W/ch del monumentale Audio Research D 100, passando dai 25 del Conrad Johnson MV 60 (triode mode), i 60 dei monofonici Jadis JA 80, amplificazione di casa. Una premessa : il bello di questi confronti, a mio parere, è il fatto che si svolgono in un ambiente casalingo, con un impianto ottimizzato sui gusti del proprietario. In questo caso ho notato che Manuel privilegia la dinamica ed il dettaglio e la presenza , anche brutale, delle grandi Yamaha NS2000. Io sono più portato ad apprezzare la dolcezza dei medi e la musicalità, trovo l’ eccesso di dettaglio un po’ innaturale ed affaticante. Credo che questo serva per interpretare il mio parere. Per cominciare dall’ alto, l’ amplificazione che mi ha entusiasmato sono i Jadis. Trovo che siano un riuscito mix di forza, timbro e musicalità. Hanno affrontato senza scomporsi le micidiali percussioni dei Renaud Garcia-Fons Trio, dipanato con fermezza e vigore gli intrecci vocali dei Real Group, accarezzato con il loro contenuto armonico negli altri pezzi di Vivaldi, Handel ed Eliane Delmar. Il basso di Gary Peacock era morbido e vero, molto simile al vero, e senza “effetto portoncino”. Concludendo un gran bel sentire, e più che un pizzico d’ invidia per Manuel.. In mezzo, e con motivazioni diverse i due rivali made in USA. Comincio dal Conrad Johnson che conosco molto bene (sfido, è mio). Il suo maggior pregio, sempre a mio parere, è il timbro vellutato e la plasticità dei medi, e l’ ampiezza che riesce a dare alla scena. Pur facendo la tara ad un impianto decisamente diverso, sono riuscito a ritrovare queste caratteristiche nel modo di trattare il brano a cappella e nella voce della Delmar. Le richieste dinamiche del brano del trio hanno invece messo in crisi i 25 W dell’ ampli, configurato a triodo. Il basso ha la morbidezza ed il contenuto armonico tipico di CJ. Comportamento speculare per l’ Audio Research, ottima dinamica, ma timbro un po’ più secco, con qualche sibilante sulle voci. Notevole per il controllo del basso nel pezzo di Peacock, e nei cori del Messiah. Data l’ età, è ancora un gran bel sentire. Per finire l’ Antiqua, che devo dire non ho per niente apprezzato. Ho trovato un suono affaticante, particolarmente privo di medi, con violini taglienti e poca musicalità in generale. Probabilmente in un altro contesto, ovvero in un impianto non così spinto sul dettaglio, avrebbe dato migliori risultati. Concludendo ringrazio Domus Audea per l’ evento, in particolare Giuliano per la perfetta organizzazione, e Manuel per la disponibilità del sito. ____________________________________________________________________________________________ Renato C. ci ha detto che... "....Piacevolissimo trovare tante facce nuove, presenti con il giusto spirito e che sono sicuro avranno apprezzato l’ occasione. Senza dilungarmi troppo in doverosi ringraziamenti e
complimenti per l’impeccabile organizzazione e la cordiale ospitalità del
padrone di casa, mi ha fatto molto piacere passare un interessantissimo
sabato pomeriggio con un bel gruppetto di simpatiche persone che condividono
con me il piacere del bel sentire e ne subiscono la magìa
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