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Mini Test del 12 febbraio 2008 i commenti e le
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12 febbraio… iniziano gli eventi del 2008 con un ciclo dedicato alle amplificazioni. “Lotta di classe” rende già l’idea di ciò che andremo ad ascoltare in queste tre serate. Questa prima serata è dedicata alle amplificazioni in “Classe A” a cui seguiranno un evento dedicato alle amplificazioni a valvole (8 marzo) e il terzo dedicato alla “Classe D” (12 aprile). I tre muscolosi amplificatori che si ritrovano a cantare per noi sono:
Questi tre hanno avuto l’occasione di dimostrare che a fronte di dati di targa simili le caratteristiche precipue di ognuno spiccano comunque prepotenti, come ci si aspetta da simili pesi massimi della loro categoria. I tre sono stati ben coadiuvati da una catena tesa a tirarne fuori il carattere e sfocianti in una rotazione di tre affascinanti diffusori (Dahlquist Dq10, Rogers Ls 3/5a e Magneplanar Mq 20) che, per una volta, non si ergono a protagonisti ma si mettono a disposizione delle elettroniche al fine di farle rendere al meglio. Un grazie sentito a tutti i partecipanti, al disponibile padrone di casa e ai proprietari dei magici oggetto da musica coinvolti ma soprattutto A PRESTO! . ____________________________________________________________________________________________ Rinaldo S. ci ha detto che... "...A seguito della bella serata trascorsa in compagnia delle suddette apparecchiature e altrettanti nuovi amici posso dire con certezza che suonava tutto molto bene e qualsivoglia audiofilo avrebbe fatto carte false per entrare in possesso di una di queste apparecchiature ma se dobbiamo parlarne in termini assoluti le mie sensazioni sono diventate certezze di fronte a queste tre filosofie di pensiero…. 1) i 2 Levinson 20 2) il mio Krell 3) I 2 Pass a riguardo vorrei specificare che i levinson mi sono da subito sembrati più raffinati anche se con le dq 10 sembravano un po' lenti ,poi con le maggie hanno dimostrato le loro vere potenzialità e la catena si è dimostrata molto equilibrata che dire poi con le 3/5,pur mancando il basso estremo l’emissione sembrava uscire da diffusori ben più importanti in fatto di dimensioni per precisione e coerenza timbrica. Il mio krell mi è sembrato il più versatile cioè capace di muovere con dignità le tre categorie di diffusori con una dinamica priva di smagliature, anche se nel dettaglio era meno definito e arioso e l’immagine non tridimensionale come i 20…..i pass mi sono sembrati abbastanza coerenti per pulizia e timbrica pur mancando di energia dove era richiesta , nei transienti poi si velavano per cui adatti si ad un ascolto soddisfacente ma mai e poi mai a livello degli altri due.............. un abbraccio Rinaldo S. ......" ____________________________________________________________________________________________ Giovanni R. ci ha detto che... Come si evince dal titolo, martedì 12 febbraio ci siamo riuniti a casa del vicepresidente Livio C. per godere della compagnia reciproca e di quella di 3 splendide amplificazioni a stato solido in Classe A: Pass Aleph 2, Mark Levinson 20, Krell KSA 100.A dare voce a cotanti polmoni si sono alternate 3 coppie di diffusori: Dahlquist DQ 10, Magnepan MG 20.1, e Rogers LS3/5 (11 ohms).Posso dire che per me (completamente digiuno di amplificazioni statunitensi di tali caratteristiche) è stata una esperienza d’ascolto assai formativa, che mi sento di consigliare a chiunque desideri ampliare le proprie conoscenze percettive ed approfondire la propria esperienza d’ascolto. Ciò premesso, passo immediatamente a raccontare le mie sensazioni con riferimento alle 3 amplificazioni in esame. Pass Aleph 2 con Dahlquist DQ10: suono sontuoso, e molto denso, voce umana carnosissima e di grande impatto emotivo, dinamica buona ma non esplosiva e forse un po’ rilassata, soundstage ben proporzionato anche se forse un po’ carente quanto a chiarezza dei contorni delle varie fonti di emissione sonora. Timbrica in generale un po’ scura anche se di indubbio fascino. Fatica d’ascolto inesistente. con Magnepan MG20.1: tutto come sopra, con una maggiore sensazione di sgranamento dei contorni delle fonti sonore ed una emissione leggermente più ariosa, comunque caratterizzata dalla timbrica ambrata e dalla “cremosità” dello stile riproduttivo dei Pass. con Rogers: la minore banda passante dei mini Inglesi schiarisce di qualcosa il colore timbrico dei Pass. La timbrica è sempre ambrata, ma si tratta di un’ambra più chiara, più tendente all’ocra che all’arancione. La scena è da urlo, e la chiarezza dei contorni di voci e strumenti, prima punto debole dell’amplificazione americana, si assesta su livelli ampiamente gratificanti. Anche la dinamica appare più decisa, anche se non esplosiva come con altre amplificazioni. Ad ogni modo, i Pass con le Rogers hanno sfoderato la loro prestazione più convincente. coppia monofonici Mark Levinson 20 con Dahlquist DQ 10: rispetto ai Pass il respiro timbrico e dinamico aumenta. La timbrica si equilibra, ed il suo colore cambia diventando più neutro, suggerendo una sensazione di maggiore attendibilità e veridicità. Le Dahlquist respirano decisamente meglio, e di ciò se ne avvantaggia anche lo stage che si apre, si ossigena e si definisce nei contorni (che però rimangono sempre leggermente meno definiti con le Dahlquist a prescindere dall’amplificazione). con Magnepan MG20.1: i Levinson fanno letteralmente volare i planari Americani, ed i planari Americani mettono i Levinson in condizione far uscire ogni grammo della loro classe. C’è tutto, equilibrio timbrico, dettaglio, dinamica, soundstage. Difficile e forse inutile scendere più nel dettaglio. Basti dire che l’accoppiata è certamente la migliore della serata, a mio modo di sentire. con Rogers: la raffinatezza e la classe dei Levinson si somma alle pari doti dei monitors Inglesi. Il risultato è di fascino pari all’abbinamento precedente, forse con un grammo in meno di leggiadria nella timbrica, cui fa da contraltare una sensazione di neutralità e di veridicità del pari superiore. La scena e di nuovo da paura ed alla dinamica non si può fare alcun appunto, una volta fatta la tara con le caratteristiche intrinseche dei minidiffusori Britannici. Come già detto, qualità pari all’abbinamento precedente, ma coinvolgimento inferiore a causa del minore impatto e della minore presenza dei diffusori. Krell KSA100con Dahlquist DQ 10: è certamente l’amplificazione che più valorizza e fa esprimere le mature acustiche Americane, sciogliendone l’emissione, schiarendola il giusto e conferendo loro quel quid di verve dinamica, di definizione e di freschezza, che loro mancano. Certamente con le Dahlquist è l’amplificazione preferibile tra le 3 in prova; tanto che anche la definizione dei contorni delle fonti di emissione sonora raggiunge valori più vicini a quanto apprezzo in senso assoluto. con Magnepan MG20.1: l’opposto rispetto a Dahlquist; la peggiore accoppiata possibile della serata senza dubbio a mio parere: la verve dinamica, la reattività e l’esplosività del Krell nevrotizzano l’emissione delle Magnepan, sgranandone la splendida timbrica e corrompendo lo splendido equilibrio e la straordinaria tessitura del soundstage raggiunti con i Levinson. In altri e conclusivi temini: No Way. con Rogers: a mio modo di vedere, parimerito con i Levinson nel far cantare le Rogers. Personalmente preferisco i due monofonici al Krell in questo ruolo con le inglesine, ma mi rendo conto che chi impazzisce per il drive, la velocità e la graniticità senza compromessi dell’emissione non può che amare incondizionatamente questo abbinamento. Siamo di fronte ad un peso welter/leggero in splendida forma, forse quasi troppo in forma (nel senso che potrebbe essere al limite dell’infortunio per quanto è tirato a lucido). Chi ama le muscolature affilate e guizzanti degli scattisti, di alcuni nuotatori o dei pugili del tipo sopra menzionato impazzirebbe per questo abbinamento, che riesce a rimanere timbricamente e spazialmente attendibile, sciorinando una velocità, un controllo ed una dinamica (nei limiti propri delle Rogers) straordinari. La mia classifica finale: 1) Mark Levinson 20+Magnepan MG 20.1 2) a parimerito Mark Levinson 20+Rogers LS3/5-Krell KSA100+RogersLS3/5 3) Krell KSA1000+Dahlquist DQ10 Giovanni R. ____________________________________________________________________________________________ Leonardo C. ci ha detto che... "....Un grazie innanzitutto a chi ha ospitato l'evento in un ambiente accogliente, di dimensione e qualità adeguate. L'ascolto si è svolto infatti in un ambiente che seppur domestico e non trattato con 'trappole' ecc. ha permesso di gustare l'indubbia qualità sia delle amplificazioni in classe A oggetto principale dell'ascolto e dei diffusori Dahlquist, Rogers e Magneplanar, senza dimenticare l'impeccabile sorgente audio Oracle e la altrettanto doc preamplificazione Audio Research. Acustica quindi più che apprezzabile, migliore della maggior parte delle sale di ascolto spesso avvilenti delle rassegne blasonate di hifi. Ritengo azzeccato oltre che giusto riproporre gli stessi brani di vario genere con le tre amplificazioni; forse alcuni sono durati troppo, causandomi talvolta un po' di....affaticamento (leggi:noia). Purtroppo i relativamente piccoli PASS hanno dovuto cedere all'esuberanza dei 2 finali MARK LEVINSON, che per me sono un po' 'carichi' sulla gamma bassa, ed alla fluidità sonora del KRELL che ritengo personalmente quello che ha retto meglio nel complesso nel pilotaggio dei 3 differenti diffusori.
Leo..... " ____________________________________________________________________________________________ Mario M. ci ha detto che... "...Per questa prova abbiamo avuto a disposizione: tre copie di diffusori, tre amplificazioni, un solo ambiente. Ancora una volta ho avuto la conferma che, un ascolto di alto livello, non può non tener conto di un rapporto equilibrato tradimensioni del diffusore, potenza dell'amplificazione, cubatura dell'ambiente. Dahlquist- Pass 2, una buona gamma media, senza la lucidità che possono dare le valvole, ma una scena abbastanza confusa e un basso articolato, ma in secondo piano e troppo dolce. Dahlquist- M.L. 20, grande equilibrio, gamma media meno ruffiana che con il Pass, ma forse più vera, dettaglio, dinamica, scena ben sviluppata in tutte le dimensioni, i 20 dimostrano di ben meritare la loro fama. Dahlquist- Krell, io sono il controllo, una grande prestazione per dinamica, velocità, senso del ritmo, coinvolgimento. Gli stessi amplificatori con le Roger 3/5a: solo la gamma media, piacevole con il Pass e il Mark Levinson, meno con il Krell. Ma la potenza e le indubbie doti di questi campioni non bastano a far esprimere come possono i piccoli monitor BBC, in un ambiente dalla cubatura, per loro, spropositata. Stessi amplificatori con Magneplanar: grande pannello, grande ambiente, le differenze tra gli amplificatori si fanno più evidenti. Ottimo ancora una volta il M.L., sempre equilibrato, anche se siamo al limite come potenza.Krell invece si perde la gamma bassa e diventa troppo aggressivo il alto. Mario.... " ____________________________________________________________________________________________ Nino ci ha detto che... "....... Ottimo inizio 2008 per Domus Audea. Complimenti a Giuliano per l' organizzazione, a Livio per la location, a chi ha fornito le macchine ed a tutti i partecipanti. Veniamo brevemente alla prova, che ha visto il confronto tra tre finaloni americani di vecchia scuola in classe A da 100 W/ch. Diffusori prescelti per la prova i sempreverdi Dhalquist DQ10, geniale progetto di Saul Marantz fine '70 (se non ricordo male). Poi sono state alternate brevemente le Rogers 23/5 e le monumentali Magneplanar 20.1, Pre Audio Research SP8 MKIII Musica : - voce femminile , coro e contrabbasso (Jennifer Warnes e Rob Wassemann, da "Duets") - pezzo jazz rock molto dinamico e ritmato - voce femminile jazz - classica con voce maschile Si comincia con la coppia di Pass Aleph, due cubotti neri pieni di alettature, piccoli ma massicci. Suono generalmente piacevole, specie con i brani più tranquilli, basso old style, morbido ed un po’ sbrodolone, poca fatica d' ascolto. Si prosegue con la coppia Mark Levinson 20, neri e monolitici, pieni di alettature, esteticamente (per me) poco affascinanti. All' ascolto tutto si rimette a posto, basso, dettaglio e dolcezza. Il suono rimane un po’ scuro, ma di classe. Buona la dinamica e la resa delle voci. Si conclude con il Krell KSA100, un lingottone color alluminio senza alettature visibili, e non così caldo come suoi concorrenti (Livio ha citato delle ventole silenziosissime nella parte inferiore). Dinamica da sballo, l' ascolto del pezzo jazz rock è stato superlativo, con un basso profondo e controllatissimo. Resa però meno raffinata della coppia ML nelle voci e nella classica. Alternando i diffusori, a mio parere il carattere degli ampli non cambiava, e venivano fuori dei limiti di erogazione con le monumentali Magneplanar. Per i miei gusti (amo le valvole ed il suono Tannoy), i ML sono i più equilibrati e raffinati, i Pass i più tranquilli, il Krell il più emozionante, ma solo con il genere energetico (non lo vedo per la sinfonica). Ciao a tutti ed un arrivederci alla prossima Lotta di Classe dedicata alle valvole. Nino ____________________________________________________________________________________________ Livio C. ci ha detto che... "..... Dietro le quinte. Organizzare un test non è così semplice, bisogna mettere a confronto oggetti diversi inserendoli in catene date che non sempre risultano ideali e universali. SE si parla di amplificazioni poi il discorso si complica perché bisogna stare attenti al pre che pilota il tutto e soprattutto al tipo di diffusore utilizzato, elemento fondamentale per il risultato finale. Per questa prova abbiamo avuto a disposizione 3 diffusori di tipologia differente, ma con caratteristiche peculiari e una certa predilezione per i parametri dell’amplificatore. - L’intramontabile Dahlquist DQ-10: un minestrone creato da una molteplicità di ingredienti diversissimi messi insieme da orecchie molto esperte. - La mitica scatola da scarpe Rogers LS-3/5A nella sua ultima espressione ad 11 ohm bi-wiring: magia e correttezza concentrati in 30 centimetri di altezza, un riferimento ancora oggi essenziale per qualsiasi esercizio di elettronica. - L’imponente Magnepan MG-20.1: due metri e 10 di assetata trasparenza, un oggetto che non permette errori di alcun tipo, che passa dal magico al aggressivo in un batter di ciglia se si sbaglia nell’abbinamento. I finali reclutati sono stati selezionati tra i più grandi nomi dell’hifi americana di un determinato periodo storico, quello più fiorente per il nostro settore. - I Mark Levinson ML-20: oggetto di riferimento assoluto anche dopo molti anni dalla loro ideazione. Scoglio durissimo per chiunque li abbia nel mirino. 100 watts, classe A. - Il Krell KSA-100: primo oggetto indovinatissimo di Dan D’agostino. Alimentazione sovradimensionata e un circuito semplicissimo con soli 8 transistors finali per 100 watts in classe A. - I Pass ALeph 2: come da tradizione, circuitazione iper-raffinata, pochi fronzoli, estetica da generatore di corrente. Anche loro con “soli” 100 watts in classe A. Il pre, un vecchio ma ancora verde Audio Research SP-8 MKII, caratterizzato certamente nel carattere, ha offerto le sue grandi doti dinamiche a servizio della potenza, non certo dirompente, dei finali in gioco. La mia prova. Prime a scendere in campo le Dahlquist con i Pass Aleph 2. Un suono molto morbido, al limite del confuso, con un medioalto estremamente piacevole ma un basso decisamente fuori controllo ed invadente. Buona la ricostruzione scenica ma i contorni degli strumentisti sembrano troppo sfumati, il contrasto è molto basso, ma la prestazione generale potrebbe non essere male per chi ama alcuni generi musicali in cui la decisione ed il controllo non sono indispensabili. Il secondo ascolto con gli ML-20 e le Dahlquist mette in luce le grandi doti di equilibrio dei finaloni americani. Il basso rientra nei ranghi, il medioalto perde un filo di setosità, ma ne guadagnano i contorni degli strumenti rappresentati e il contrasto generale che permette di rendere la prestazione globale più snella, dinamica e veloce, pur rimanendo di grande piacevolezza. L’abbinamento in oltre permette alla scena di perdere i limiti del diffusore e sfondare quelli del locale stagliandosi con maggior profondità ed ampiezza. Il turno di DQ-10 e KSA-100 chiarisce ogni dubbio, le Dahlquist amano essere “scosse”. Il Krell dimostra da subito di saper imprimere il ritmo meglio degli altri, il basso qui è di pietra, il contrasto coinvolgente, il ritmo ne guadagna sottraendo solo un po’ di quella piacevolezza riscontrata nella prestazione precedente. Il mito dei Krell cattivi, qui, si può dire sfatato. Percussioni da brivido, estensione massima, controllo totale. Cambiamo genere e passiamo al connubio tra Rogers e Pass. Sin da subito si avverte che il medioalto degli Aleph è assai piacevole, rifinito e realistico, il basso scende bene e, grazie alla scarsa cubatura delle 3/5 si riesce a tenere entro i limiti di un buon ascolto. L’abbinamento appare decisamente meglio riuscito del primo. Il turno di 20 e 3/5 ancora una volta sottolinea quanto questi finali siano universali e versatili. L’estensione in alto è ancora maggiore e il basso risulta più credibile e fermo per quanto ci si possa aspettare dalle piccole Rogers. La scena qui riproduce un evento palpabile, vero in tutte e tre le dimensioni: altezza, profondità e larghezza sono quelle di un evento reale. L’abbinamento KSA-100 + Rogers 3/5A mette in luce quanto la “violenza” del finale americano sia, a volte, fuori luogo con certi oggetti. Ottimo risultato in assoluto, ma se si prende come riferimento la sessione precedente poco c’è da aggiungere: la raffinatezza dei 20 è insuperata. Scolpire troppo la timbrica delle Rogers porta inevitabilmente ad ottenere una riproduzione troppo plastica, asettica. Ma siamo, ripeto, a livelli di eccellenza. Probabilmente l’uso accorto della civetteria può aiutare il risultato. Sulle 20.1 i nodi vengono al pettine. Il Krell non è il loro amplificatore, manca di fluidità e pecca di eccessi in gamma medio-alta tanto da far risultare i pannelloni indigesti ed aggressivi. I Mark Levinson si confermano quasi perfetti con le Magneplanar, se non fosse per una certa mancanza di “pugno” in qualche occasione, ma parliamo di 100 watts contro 85db e una superficie radiante spaventosa. La performance è talmente caratterizzata dal diffusore da non richiedere ulteriori prove, i Pass sono fuori discussione con le MG. Ulteriore conferma dell’utilità di queste prove, questo recente minievento, riapre la stagione di prove di Domus audeA nel miglior modo possibile. Grazie a tutti gli intervenuti! Livio ____________________________________________________________________________________________ Renato B. ci ha detto che... "..... Ho partecipato anch'io alla serata dedicata alla "classe A" ricavando numerose e importanti indicazioni. Grazie pertanto a DA per avermi dato questa opportunità. Non e' infatti cosa che capiti tutti i giorni poter confrontare tre mostri sacri dell'amplificazione di altissimo livello. Mi limito ad esprimere le mie impressioni d'ascolto relative all'abbinamento di Pass, ML e krell con le DQ10, giacche' e' quello l'ascolto al quale ho potuto prestare maggiore attenzione. E' curioso notare come talvolta servano numerose prove per riuscire a trarre alcune conclusioni e, altre volte, le differenze saltino all'occhio anzi all'orecchio dopo l'accenno di due o tre note soltanto. Questo infatti e' stato il tempo necessario a farmi capire che gli ML 20 sono, secondo me, di tutt'altra pasta rispetto ai contendenti in esame. Ho ammirato il medio alto del Pass ma ritengo strano e insopportabile la coda del mediobasso e del basso profondo. Un senso di gonfiore con il quale non riuscirei a convivere piu' di un minuto. Ho ascoltato con estrema attenzione il krell e ho capito molto presto e chiaramente che non potra' mai essere un mio amplificatore. Suona bene, per carita', con una dinamica impressionante ma sembra sempre ...incazzato, mi si passi il termine. E' un ampli che assume un atteggiamento simile a quelle persone sempre aggressive anche quando non c'e' motivo. Il Krell sembra voler suonare sempre e solo ad alto volume e con contenuti dinamicamente esplosivi. Sembra pero' incapace di infondere relax all'ascoltatore. Ti costringe a stare sempre troppo attento mentre suona. Insomma,non fa' per me. Veniamo, dulcis in fundo, ai miei amati ML20. Non c'e' la poesia del medio dei Pass ma complessivamente sprigionano un fascino e una magia assolutamente unica. Le note restano sospese nell'aria, il parlato e' piu' intellegibile e tutti i contorni risultano a fuoco. Il tutto senza la benche' minima fatica d'ascolto, beninteso. Non so come ma ,tra tutti i meravigliosi oggetti presenti, quelli che mi sarei volentieri caricato sotto braccia sono proprio i Levinson 20. Perdonatemi solo per la brevita' della mia esposizione Renato B. ...."
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